{"id":795,"date":"2014-12-11T11:09:22","date_gmt":"2014-12-11T10:09:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.librialsette.it\/wp\/?p=795"},"modified":"2014-12-11T11:50:42","modified_gmt":"2014-12-11T10:50:42","slug":"la-caccia-di-natale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.librialsette.it\/wp\/?p=795","title":{"rendered":"La caccia di Natale"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.librialsette.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/caccia.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"796\" data-permalink=\"https:\/\/www.librialsette.it\/wp\/?attachment_id=796#main\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.librialsette.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/caccia.jpg?fit=800%2C558&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"800,558\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"caccia\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.librialsette.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/caccia.jpg?fit=300%2C209&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.librialsette.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/caccia.jpg?fit=700%2C488&amp;ssl=1\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.librialsette.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/caccia.jpg?resize=700%2C488&#038;ssl=1\" alt=\"caccia\" width=\"700\" height=\"488\" class=\"alignnone size-full wp-image-796\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.librialsette.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/caccia.jpg?w=800&amp;ssl=1 800w, https:\/\/i0.wp.com\/www.librialsette.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/caccia.jpg?resize=300%2C209&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.librialsette.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/caccia.jpg?resize=600%2C418&amp;ssl=1 600w, https:\/\/i0.wp.com\/www.librialsette.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/caccia.jpg?resize=700%2C488&amp;ssl=1 700w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Si sentiva fuori posto con la madre e il fratellino. Lei era stata abbandonata dal marito quando lui aveva cinque anni e il ragazzino era rimasto ancora pi\u00f9 solo quando alla figura mancante si era sovrapposta quella del patrigno, che aveva preteso il suo erede biologico.<br \/>\nCos\u00ec era nato Tommi, che si era attaccato troppo a Iac scatenando gelosie dannose all\u2019equilibrio della<br \/>\nnuova famiglia.<br \/>\nEra per tutto questo che il quindicenne Iac trascorreva la maggior parte del suo tempo al bordo della grande discarica. Tre chilometri di piramidi i cui mattoni erano costituiti da rifiuti compressi. Sullo sfondo due inceneritori che sbuffavano nuvole odorose di fumi. La discarica era cintata da quattro mura, alte abbastanza per impedire a chiunque di sbirciare, ma i ragazzi riuscivano ugualmente a scavalcare. Tutti tranne uno. Saddam lo zoppo, un diciottenne turco scappato dalla sua terra dopo aver contratto la<br \/>\npoliomielite, motivo per cui preferiva restare sempre dentro, a guardia del suo rifugio, costruito<br \/>\nnell\u2019angolo tra il muro est e quello sud.<br \/>\nIl freddo dell\u2019inverno non preoccupava nessuno, nemmeno Lira Funesta, rosso di capelli ricci e radi, tondo di forme e perennemente impaurito da qualcosa di invisibile. Lira raggiungeva Iac dopo la scuola, scappando dalle angherie della sorella maggiore. Quel giorno stavano costruendo un grande albero di Natale.<br \/>\nTra i rifiuti Iac aveva trovato un pino storto, con le radici scoperte e qualche ramo spezzato, inadatto alla vendita seriale davanti ai grandi magazzini.<br \/>\nFrugando tra i sacchetti di pattume Lira aveva rinvenuto un vaso di plastica, rotto sul bordo ma ancora perfetto per la nuova sede del pino. Saddam si occupava di scovare oggetti da trasformare in palline. Forchette, tappi, mollette rotte, cd rovinati, pennarelli usati e vecchi libri le cui pagine potevano risultare molto utili. Era una vera fortuna che da quelle parti la raccolta differenziata funzionasse male. Avevano forbici fuori uso, rotoli di spago, fili di lana e persino due vecchi fondi di colla vinilica.<br \/>\nBen presto farfalle a rebbi di forchetta svolazzavano sui rami pi\u00f9 alti e centrini di carta dalle mille parole pendevano come trine di neve qua e l\u00e0. Infine, una stella di mollette di legno aveva trovato il suo posto in cima all\u2019albero.<br \/>\nMentre i tre costruivano alacremente, una figura misteriosa si avvicinava a passi lenti. Il primo a vederla fu Iac. \u00abChi sei?\u00bb chiese il ragazzo.<br \/>\n\u00abMi serve il vostro aiuto\u00bb rispose l\u2019uomo, avvolto in un mantello nero e con un cappello scuro in testa.<br \/>\n\u00abE in cosa potremmo mai aiutarti noi tre, messi cos\u00ec come siamo?\u00bb domand\u00f2 Saddam, mostrando l\u2019arto offeso.<br \/>\nLira stava in silenzio e guardava timoroso,come faceva sempre. \u00abHo smarrito una cosa\u00bb disse l\u2019uomo.<br \/>\n\u00abE la vieni a cercare qui? Non vedi che siamo circondati dai rifiuti? Sono scarti di nessuna importanza, come puoi aver perso una cosa proprio qui?\u00bb chiese Iac.<br \/>\n\u00abPotrebbe essere in questo posto, anche se non ne sono sicuro\u00bb rispose l\u2019uomo.<br \/>\n\u00abBeh, qui arrivano centinaia di sacchetti al giorno, \u00e8 impossibile aprirli tutti\u00bb, afferm\u00f2 Lira, soddisfatto per aver trovato il coraggio di parlare.<br \/>\n\u00abHo visto che voi sapete cercare anche tra le cose che hanno perso il loro significato, se non mi aiuterete dovr\u00f2 tornarmene sui miei passi. Non avr\u00f2 pi\u00f9 speranze\u00bb.<br \/>\nPass\u00f2 qualche secondo, poi il gruppo fu distratto da una vocina piagnucolosa che si avvicinava correndo.<br \/>\n\u00ab\u00c8 un imbroglione!\u00bb singhiozzava Tommi, il fratellino di Iac.<br \/>\n\u00abMa di chi parli?\u00bb gli chiese Lira.<br \/>\n\u00abIl Babbo Natale ruba letterine. Aveva l\u2019elastico alla barba e voleva imbrogliare i bambini, ma io la mia non gliel\u2019ho data\u00bb.<br \/>\n\u00abBen fatto\u00bb comment\u00f2 Saddam, \u00abma non darla neppure a noi\u00bb, sogghignando tra s\u00e9.<br \/>\n\u00abAllora?\u00bb si intromise di nuovo l\u2019uomo misterioso, \u00abmi aiutate a cercare?\u00bb<br \/>\nIac guard\u00f2 Tommi e pens\u00f2 che forse sarebbe stata una buona idea distrarlo con una caccia al tesoro.<br \/>\n\u00abD\u2019accordo\u00bb rispose il ragazzo, \u00abdicci allora cosa dobbiamo ritrovare\u00bb.<br \/>\nL\u2019uomo non rispose e inizi\u00f2 ad allontanarsi.<br \/>\n\u00abE adesso cosa cerchiamo?\u00bb chiese Lira Funesta. Mentre tutti aspettavano una risposta Tommi prese a parlare: \u00abSicuramente \u00e8 un giocattolo. Deve esserci un posto qui da qualche parte, dove ci sono tutti i giochi di Babbo Natale!\u00bb<br \/>\n\u00abBeh, allora ci sar\u00e0 per forza qualcuno che aggiusta le gambe rotte\u00bb, comment\u00f2 Saddam agitando la stampella.<br \/>\n\u00abE allora ci sar\u00e0 anche un luogo dove le sorelle cattive diventano buone e i compagni di classe non prendono in giro i rossi di capelli e soprattutto dove si diventa molto coraggiosi\u00bb, sentenzi\u00f2 Lira.<br \/>\nL\u2019uomo intanto si era diretto alla zona putrida della discarica, dove i rifiuti stavano ritrovando un senso nuovo, trasformandosi in compost.<br \/>\n\u00abMa cosa stiamo cercando da questa parte?\u00bb url\u00f2 Iac.<br \/>\n\u00abSeguiamo quell\u2019uomo\u00bb, sugger\u00ec Lira \u00abvedrai che troveremo qualcosa, un tesoro magari\u00bb accelerando il passo.<br \/>\n\u00abAspettatemi, voglio venire anch\u2019io!\u00bb, richiam\u00f2 l\u2019attenzione Saddam, saltando sulla stampella.<br \/>\n\u00abAvanti Iac, non ti fermare, andiamo\u00bb disse il piccolo Tommi prendendo il fratello per mano, \u00abVuoi<br \/>\ntrovare qualcosa anche tu, vero?\u00bb<br \/>\n\u00abMa cosa? Di cosa state parlando tutti?\u00bb<br \/>\nCorsero per minuti o forse ore. Intanto la sera scendeva e le campane della chiesa suonavano dischi di marcette natalizie mentre il grido di un muezzin riecheggi\u00f2 per tutta la discarica. Era Saddam, inginocchiato tra la spazzatura, che stava ripetendo la sua tradizione turca. A poca distanza da lui Lira, Tommi e Iac erano immobili. Guardavano avanti, in basso e poi in alto. Avevano cercato per ore, frugato tra l\u2019ammasso di inutilit\u00e0 abbandonate e i gomitoli di pensieri. Tra i bisogni soddisfatti trasformati in residui e il superfluo diventato velocemente scarto. Ma non avevano trovato niente. O almeno cos\u00ec sembrava a Iac.<br \/>\nFu allora che Tommi vide qualcosa che agli altri era sfuggito. Indic\u00f2 al fratello l\u2019uomo misterioso. I ragazzi capirono che era bastata la loro ansia di trovare qualcosa tra ci\u00f2 che era ormai inutile, perch\u00e8 l\u2019uomo si liberasse del mantello nero e poi del cappello scuro. E man mano che pareva loro di aver afferrato il motivo di quel cercare ecco che il misterioso signore sembrava mutare sembianze, ora aveva una casacca rossa e Tommi intravide una barba bianca, ben salda al mento questa volta.<br \/>\nIac cap\u00ec all\u2019improvviso che doveva dare un senso nuovo a quella ricerca, decise di trasformarla in desiderio e si domand\u00f2 per la prima volta cosa avrebbe voluto davvero per s\u00e9. A Tommi, invece, era gi\u00e0 tutto chiaro: \u00ab\u00c8 lui Babbo Natale, finalmente lo abbiamo trovato\u00bb disse sorridendo.<\/p>\n<p>(La caccia di Natale &#8211; <a href=\"http:\/\/www.elisabettabucciarelli.it\" target=\"_blank\">Elisabetta Bucciarelli<\/a>)<\/p>\n<p><strong>N.d.R.<\/strong><br \/>\nSi tratta di un pezzo che l\u2019autrice scrisse qualche anno fa per <em>Cooperazione<\/em> (N.51 del 20 dicembre 2010). Ci piace l&#8217;idea di proporvelo perch\u00e9 la magia del Natale ha bisogno di essere ricercata ogni anno per mantenersi viva e perch\u00e9, come tutti i racconti, \u00e8 un dono prezioso che merita un proprio spazio sotto l&#8217;albero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si sentiva fuori posto con la madre e il fratellino. Lei era stata abbandonata dal marito quando lui aveva cinque anni e il ragazzino era rimasto ancora pi\u00f9 solo quando alla figura mancante si era sovrapposta quella del patrigno, che aveva preteso il suo erede biologico. 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