{"id":1006,"date":"2015-03-05T10:43:01","date_gmt":"2015-03-05T09:43:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.librialsette.it\/wp\/?p=1006"},"modified":"2015-03-05T10:43:01","modified_gmt":"2015-03-05T09:43:01","slug":"annamaria-piccione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.librialsette.it\/wp\/?p=1006","title":{"rendered":"Annamaria Piccione"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.librialsette.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/annamaria_piccione.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.librialsette.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/annamaria_piccione.jpg?resize=300%2C450&#038;ssl=1\" alt=\"annamaria_piccione\" width=\"300\" height=\"450\" align=\"left\" hspace=\"15\" \/><\/a><strong>In <em>&#8220;Chi ha paura dell&#8217;uomo nero&#8221;<\/em> si cerca di sconfiggere una paura antica, quando l&#8217;uomo nero serviva da deterrente per i bambini &#8220;monelli&#8221;. Con immagini e parole ben studiate ci comunichi un messaggio importante: i pregiudizi portano a valutazioni sbagliate e precludono molte strade. Come hanno risposto i bambini alla visione di un uomo nero &#8220;colorato&#8221;?<\/strong><br \/>\nI bambini amano le novit\u00e0, soprattutto se servono a sconfiggere le loro paure. Un errore che spesso si commette con i pi\u00f9 piccoli \u00e8 considerarli gli abitanti di un mondo incantato, pieno di pensieri positivi e colori pastello. Nulla di pi\u00f9 falso, angosce e incubi sono una caratteristica peculiare della prima et\u00e0, e trascurarli o minimizzarli \u00e8 una grave mancanza da parte degli adulti. Una volta, in una scuola materna, feci un sondaggio tra i bambini per scoprirne le paure e ottenni dei risultati inaspettati e strabilianti: un bambino mi confess\u00f2 ad esempio di avere paura di Babbo Natale perch\u00e9 si intrufolava nelle case di nascosto, mentre un altro mi rivel\u00f2 che non mangiava il formaggio perch\u00e9 secondo lui nei buchi si nascondevano dei mostri. L\u2019Uomo Nero era poi uno spauracchio comune, nonostante io pensassi appartenesse al passato. Cos\u00ec decisi di colorarlo, dimostrando ai bambini che le paure sono spesso una nostra costruzione, derivante da pregiudizi e ignoranza. Questo non significa che non bisogna mai avere paura, ma che \u00e8 importante valutare, riflettere e soprattutto distinguere il coraggio dall\u2019imprudenza. <\/p>\n<p><strong>Ne <em>&#8220;Il ritorno di cappuccetto Rosso&#8221;<\/em> c&#8217;\u00e8 un capovolgimento della storia. Il lupo ritorna perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 una bambina molto curiosa che lo vuole vedere. Anche il lupo cattivo \u00e8 un personaggio simbolo delle pi\u00f9 antiche paure. E adesso si cerca di convincere i bambini che ci sono anche lupi buoni e che \u00e8 meglio avere un lupo per amico. Da cosa nasce questa esigenza di riabilitare i vecchi personaggi da paura? <\/strong><br \/>\nDa piccola consideravo la favola di Cappuccetto Rosso profondamente ingiusta. Intanto perch\u00e9 consideravo la mamma la vera responsabile della faccenda, visto che aveva mandato la bambina da sola in mezzo ai pericoli. \u201cPerch\u00e9 non la portava lei la torta alla nonna se ci teneva tanto?\u201d era la mia domanda di rito, alla quale, ancora oggi, non ho dato risposta. Inoltre i lupi mi erano (e mi sono) simpatici, non mi piaceva che fossero ogni volta identificati col cattivo di turno, e cercavo sempre di convincere il mio interlocutore che la storia fosse tutta sbagliata. Capovolgere, dubitare, cercare continuamente nuove risposte e non accontentarmi mai di quello che afferma il \u201cbuon senso comune\u201d: questa la mia filosofia di vita. L\u2019apparenza, in quanto tale, inganna e dietro le certezze granitiche spesso si nasconde solo l\u2019intolleranza. C\u2019\u00e8 una frase, in uno dei miei primi libri, oggi esaurito, in cui mi riconosco: \u201cle cose non sono mai come sembrano e quel che vedi non sempre \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8\u201d. <\/p>\n<p><strong>Nelle favole classiche l&#8217;uomo nero e il lupo cattivo hanno sempre la peggio, mentre nella vita non va sempre cos\u00ec. Affinch\u00e9 il bene vinca sul male \u00e8 necessario formare coscienze che abbiano ben presente cosa sia il bene. In questo senso le favole dedicate a Peppino Impastato e Don Puglisi potrebbero essere un ottimo esempio. Come hai maturato la decisione di scriverle e come hai scelto i personaggi tra i molti esempi? Ci puoi anticipare se ci sar\u00e0 un altro personaggio che racconterai in questa collana I grandi per i piccoli?<\/strong><br \/>\nSono siciliana e la parola mafia \u00e8 tra quelle che odio di pi\u00f9. \u00c8 un cancro che ha rovinato la mia terra, la sua bellezza e persino la sua reputazione, come se su noi siciliani fosse impresso un marchio indelebile. Per questo ho deciso di parlare di illegalit\u00e0 ai pi\u00f9 piccoli raccontando coloro che l\u2019hanno combattuta e trasformandoli in protagonisti di storie fantastiche, tra gatti, pesci e creature speciali. Crescendo i bambini si imbatteranno di nuovo in questi nomi, ma li hanno gi\u00e0 conosciuti, rispettati e amati. Sono convinta \u2013 e cerco di trasmetterlo ai bambini \u2013 che la mafia non vincer\u00e0 se tutti noi saremo uniti nel combatterla, nel nome di chi ci ha indicato la strada sacrificando la propria vita per costruire una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta. Amo Don Pino Puglisi proprio perch\u00e9 scelse come interlocutori principali i giovani, mentre Peppino Impastato \u00e8 uno dei miei esempi di vita, grazie al suo coraggio di dire \u201cno\u201d. Il prossimo \u201cgrande\u201d, su cui sto lavorando in questo momento, \u00e8 il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, una figura nobile e generosa, che fece dell\u2019onest\u00e0 il fulcro della propria esistenza. Onest\u00e0: non se ne parla mai abbastanza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In &#8220;Chi ha paura dell&#8217;uomo nero&#8221; si cerca di sconfiggere una paura antica, quando l&#8217;uomo nero serviva da deterrente per i bambini &#8220;monelli&#8221;. Con immagini e parole ben studiate ci comunichi un messaggio importante: i pregiudizi portano a valutazioni sbagliate e precludono molte strade. 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