La recensione di oggi è firmata da Giulia.
E anche la vetrina che vedete in foto è fatta da lei.
Giulia è una studentessa del quinto anno del Liceo Porta di Erba e ha svolto una settimana di PCTO, o alternanza scuola lavoro come si chiamava prima.
Uno stage in un'attività per "assaggiare" il lavoro.
Un'iniziativa che io faccio ormai da anni, la prima stagista che ho avuto adesso è laureata e lavora in giro per il mondo come biologa marina.
Man mano negli anni ho testato i diversi tipi di stage, alcune scuole fanno fare una settimana all'interno dell'anno scolastico, sospendendo per tutti le lezioni, altre scuole prevedono che lo studente si organizzi durante l'anno con l'ente ospitante e ritagli dal suo tempo ore sparse. In alcuni casi lo stage avviene dopo la fine della scuola, a giugno o luglio.
Io e Loretta riteniamo che sia un'ottima opportunità per i ragazzi, per provare a capire come funziona un lavoro, che non necessariamente deve essere il lavoro che vuoi fare da grande. Occorre capire, per i ragazzi, cosa significa avere una responsabilità, rispettare gli impegni, gestire l'ansia da prestazione, sviluppare problem solving, rapportarsi con un adulto che è il tuo datore di lavoro, sapere portare a termine i compiti assegnati.
è un lavoro vero e proprio, qui in libreria si lavora da subito e si fa tutto quello che facciamo noi quotidianamente.
Non si fanno le fotocopie e basta.
Noi cerchiamo di trasmettere agli studenti tutta la nostra competenza, la nostra professionalità e la nostra passione.
Cerchiamo di attribuire responsabilità e compiti che possono svolgere.
Cosa vediamo dall'altra parte? ovviamente non possiamo generalizzare, abbiamo avuto tantissimi ragazzi e ragazze pieni di voglia di fare, propositivi, attenti e responsabili.
Abbiamo purtroppo anche visto studenti poco invogliati, che aspettavano solo il momento per poter sbirciare il cellulare.
Per noi questa è una delusione perché vuol dire che non riusciamo ad appassionare abbastanza, ma capiamo anche che ci deve essere una motivazione da parte degli studenti e anche da parte della scuola, per indirizzare e magari formare un po' prima di "buttarli" presso un luogo di lavoro.
Sicuramente il fatto di essere immersi nel lavoro per un periodo più lungo e seguire l'andamento del negozio per una settimana intera agevola molto la comprensione del lavoro, la varietà dei compiti da svolgere, il rapporto che si costruisce con me e Loretta.
Spesso chi viene solo per 2 o 3 ore a settimana si ritrova a dover svolgere compiti ripetitivi, ma soprattutto si trova ad avere difficoltà a capire tutto quello che c'è dietro una libreria, perché non lo può vedere.
Quindi, è un'opportunità importante per i ragazzi? certo!
è migliorabile? ovviamente sì, da tutte le parti.
Noi continueremo ad accettare i ragazzi perché ci crediamo veramente e perché abbiamo voglia di far capire loro che, se trovi qualcosa che ti piace, lavorare può essere divertente!
Carmen & Loretta
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