Ho letto un libro, anzi due.
E ti sono piaciuti questi libri?
Sì, uno era facile, l'altro un po' meno.
Cosa significa un "libro facile"?
Significa che era scorrevole, potevo leggerlo senza concentrarmi troppo. L'altro era più "impegnato", trattava un argomento forte, era scritto con una scrittura articolata.
Spesso c'è questa differenza tra i libri facile e quelli difficili. Se l'argomento è particolarmente spinoso, importante, emotivamente forte, il libro viene definito difficile. Anche la scrittura, cerchiamo spesso la scrittura più semplice per non incappare in parole mano usate, frasi articolate meglio.
Questa è una riflessione che faceva pochi giorni fa un editore durante un incontro con alcuni librai.
Diceva che i loro libri vengono definiti "impegnati", difficili e adatti ad un pubblico particolarmente colto e istruito.
Ovviamente questa cosa può essere un motivo di vanto: facciamo libri validi e importanti. Ma l'editore (e se venite in libreria vi dico anche chi è) poi diceva che questa cosa allontana la maggior parte dei lettori e crea un pregiudizio. Molti non si avvicinano neppure allo scaffale.
Quindi come possiamo fare?
Innanzitutto non consideriamo un libro facile o difficile. Certo, alcuni lo sono, difficili, ma non fermiamoci all'apparenza. E soprattutto se i libri sono scritti con una scrittura bella, scorrevole, trattano di argomenti magari poco "impattanti" emotivamente, non necessariamente sono libri facili destinati ad un pubblico più povero intellettualmente.
I libri, tutti o quasi, hanno un anima e un cuore che viene fuori con la lettura. Tutti ci lasciano qualcosa e tutti ci arricchiscono.
Proviamo questa estate ad avvicinarci ad un editore che non abbiamo mai considerato "nostro"?
Carmen@librialsette.it / 3496130374